Abruzzo, dove il silenzio ha ancora un suono
Dalle creste del Gran Sasso ai vicoli dei borghi arroccati. Un viaggio in una terra aspra e bellissima, dove la natura detta ancora le regole.
Da dove iniziare
Il nostro consiglio: se è la tua prima volta, combina Rocca Calascio con la vastità di Campo Imperatore. Se hai qualche giorno in più, aggiungi Pacentro e il Lago di Scanno.
C’è qualcosa di difficile da spiegare nell’Abruzzo, se vivi lontano dalle strade principali. Non è solo la natura, anche se qui la Maiella sembra guardarti da ogni angolo. E non sono soltanto i borghi arroccati o le strade che attraversano altopiani infiniti, è il silenzio, quello vero.
Gli eremi scavati nella roccia della Maiella, i vicoli di Pacentro, la nebbia che compare all’improvviso a Rocca Calascio, il lago di Scanno percorso piano, seguendo il Sentiero del Cuore. È una regione che non ti viene incontro subito, devi entrarci lentamente e forse è proprio per questo che rimane addosso.
Borghi e paesi
In Abruzzo i borghi non sembrano costruiti per essere fotografati. Sembrano fatti per resistere: alla montagna, all’inverno e al tempo che passa lentamente.
Natura e cammini
Qui basta allontanarsi di pochi chilometri dai paesi per ritrovarsi nel silenzio assoluto: altopiani, sentieri e montagne che sembrano ancora selvatiche.
Esperienze da vivere
Ci sono esperienze che non trovi sulle guide e che, da sole, raccontano un territorio più di mille descrizioni.
Il Ristoro Mucciante, a Campo Imperatore, è una di quelle. Niente menù, niente tavoli apparecchiati: scegli la carne, accendi la brace e ti cucini tutto da solo, circondato dal vento e dalle montagne.
È semplice, ruvido, autentico. Ed è impossibile dimenticarlo.






